Dr. Salvatore Ercolano Biologo Nutrizionista STUDIO DI ALIMENTAZIONE E NUTRIZIONE UMANA
Dr. Salvatore Ercolano                          Biologo Nutrizionista STUDIO DI ALIMENTAZIONE E NUTRIZIONE UMANA

Le preoccupazioni materne sul rapporto bambino-cibo

L'origine di un sano ed equilibrato rapporto con il cibo risale fin dalla primissima infanzia; una madre nella sua funzione di nutrice consolida nel figlio

la possibilità di autoregolamentazione dei meccanismi fame/sazietà, all'inverso potrebbe essere alterata tale funzione. Durante l'epoca fetale l'alimentazione avviene attraverso il cordone ombelicale in modo continuo ed automatico. Alla nascita poi tale meccanismo fisiologico lascia il posto ad una modalità più complessa. Molte madri sanno correttamente interpretare il pianto del loro bambino: se ha fame, se ha le coliche o se ha sonno. Le madri quando allattano loro per prime godono di un momento di profonda intimità perché si sentono soddisfatte poiché riescono a provvedere al benessere del proprio bambino. Questo equilibrio è tipico delle madri che a loro volta, nell'infanzia, hanno sperimentato un rapporto appagante con la propria madre. Se, invece, l'equilibrio rapporto madre e figlio per diversi motivi è disturbato anche la funzione nutrizionale può risultare compromesso. Altre madri possono mostrare un'eccessiva preoccupazione che il bambino non si alimenti a sufficienza, oppure che il loro latte sia scarsa, queste insicurezze generano un'ansia tale da mettere a rischio l'interpretazione dei bisogni reali del bambino. Ogni manifestazione di pianto potrebbe essere letta come richiesta di cibo per cui offre il seno o il biberon, quando magari poi il bisogno è solo quello di ricevere un'accogliente vicinanza a causa si una sensazione interna di mancanza.

Il bambino in questo modo impara erroneamente ad abbinare il cibo in risposta ad emozioni o tensioni, ossia il cibo diventa uno strumento per placare l'ansia conseguente ad un bisogno emotivo che non può essere colto. Non si favorisce un adeguato ricorso al cibo da parte del bambino. Con la crescita intervengono diversi fattori che possono influire su questa situazione, tuttavia la relazione iniziale esercita una determinata influenza. Anche noi adulti quando proviamo un senso di vuoto e di insoddisfazione ricorriamo al cibo in modo disordinato e compulsivo, ciò significa che in quel momento c'è una confusione tra cibo ed emozioni. Il bisogno di coccole, nei piccoli e negli adulti, spesso non trova una risposta adeguata negli altri e ciò genera ansia. Il cibo diviene un ottimo surrogato per le sue capacità di “riempimento” rapido e per la sua piacevolezza. Al bambino piccolo deve essere garantita la possibilità di sperimentare l'assenza della madre o tollerata per un breve lasso di tempo tra l'emergere del suo bisogno e la risposta materna. L'assenza essendo temporanea deve poter essere tollerata dal bambino. Tutto ciò può avvenire se l'adulto di riferimento ha dentro di sé queste esperienze che poi verranno trasmesse al proprio bambino. Così facendo si garantirà anche la “nascita e crescita nel pensiero” poiché il bambino anticipa mentalmente l'incontro appagante e caldo con la madre!

 

D.ssa Giuliana Apreda

Psicologa specialista in Psicoterapia

Bambini inappetenti e genitori isterici: UN METODO PER AIUTARE I BAMBINI A MANGIARE:

 Quando si diventa genitori si è alla ricerca di metodi perfetti per fare la nanna, metodi per risolvere problemi del cibo, metodi per togliere il pannolino, 

metodi per insegnare ogni cosa: parlare, camminare, gattonare.

Libri, programmi televisivi, esperti del settore, ognunoci vuole convincere del suo metodo.

Ma qual' è il metodo migliore? abbiamo veramente bisogno di un metodo?
Nella 
società contadina basata sul sostegno reciproco su una rete di aiuti, 

le neomamme si facevano guidare nel bene nel male interamente dalle loro madri, 

sorelle parenti. La crescita dei bambini era affidata tutte le donne il saper badare ai figli 

era una conoscenza comune.

Nella società moderna questa rete di contatti viene spesso meno; inoltre si fanno figli sempre

più tardi si inizia la ricerca dellesperto per conoscere il Metodo Perfetto.

 

Qual è la reazione istintiva di un genitore che vede il figlio effettuare uno stoico sciopero della fame? Certamente quella di preoccuparsi, e insistere per farlo mangiare. Si passa da un sistema istintivo all’altro, preparando manicaretti, mascherando i cibi rifiutati in forme più accattivanti, insistendo per fargli mangiare almeno un boccone. Più ci si impegna in queste imprese, più si ottiene l’effetto opposto a quello desiderato. A volte è veramente difficile sapere come muoversi e in alcuni casi forse un metodo può aiutare ad avere delle linee guida da seguire.

 

Un metodo in primo luogo deve essere una tecnica in linea con il nostro modo di pensare e sentire e con il nostro essere genitori. Si andare alla ricerca non di un metodo perfetto, ma il metodo migliore per ciascuno di noi

 

Quando abbiamo affrontato il tema del sonno,in un precedente articolo vi ho consigliato libro di Eduard Estivill “Fate la nanna”, dove l’autore spagnolo illustra il suo “metodo” per indurre i bambini a dormire con regolarità.
Estivill ha elaborato un metodo anche per aiutare a mangiare i bambini inappetenti, in un altro suo libro piuttosto celebre “Si mangia! Metodo Estivill per insegnare a mangiare” - Feltrinelli editore.
Il “metodo” Estivill per far mangiare i bambini è un “metodo” che viene presentato come “rigoroso” in cui il rigore, la ripetitività degli eventi, la possibilità di previsione non potrebbero essere più lontani! Quindi laddove promette di funzionare con certezza prossima al 100% dei casi è una falsa promessa. In breve il metodo prevede: 


1) Apparecchiare bene, soprattutto il posto a tavola del bambino, anche se si tratta del vassoio del seggiolone, e mettere in tavola il pranzo. Chiamiare a tavola il bambino inappetente e descrivere cosa c’è per pranzo, spiegandogli magari gli ingredienti di base. Mettersi a mangiare, aiutandolo, con calma ed affetto…Finito il pasto ci si alza e si sparecchia;


2) Lasciare passare 3 minuti circa, facendo altro e lasciando che lui faccia altro. Rimettere in tavola il pranzo, come se prima non fosse accaduto nulla e rimetters a mangiare. Qualche bimbo mangerà qualcosa, altri rimaranno ancora a bocca chiusa. Senza ansia e panico ma sempre con calma, provare a mangiare per 4 minuti questa volta e poi si risparecchia;


3) Lasciare passare 4 minuti, dedicandosi ancora ad altro. Poi stessa rappresentazione. Se il bambino rimane ancora a bocca chiusa occorre tentare per 5 minuti poi, comunque, si sparecchia definitivamente. Il terzo ed ultimo tentativo. Poi si ripete il tutto al prossimo pasto!
Ciò che è importante dinanzi ai bambini inappetenti è non entrare nella spirale dell’ansia e dell’agitazione ogni volta che ci si siede tavola: non si ottiene altro che innescare un circolo vizioso che procura ancora più ansia ed agitazione al bambino e peggiora, ancor di più, il rapporto con il momento del pasto.
Dal metodo Estivill ai possono estrapolare due concetti essenziali, che non sono un “metodo”, bensì sono atteggiamenti da interpretare in modo costruttivo e positivo. Primo: apparecchiare la tavola in modo ordinato e piacevole serve ad inviare un messaggio positivo al bambino, qualunque sia la sua età. Spesso i bambini inappetenti hanno difficoltà ad interrompere l’attività che stanno svolgendo per andare a tavola. Molti genitori, infatti, avranno notato che i loro bambini non mangiano se chiamati a tavola, ma mangerebbero guardando la televisione o continuando a giocare. Negli asili e nelle scuole materne, infatti, ci si prepara al pranzo con gesti sempre uguali. Si rispetta sempre lo stesso orario, ci si lavano le mani, spesso sono proprio i bambini, anche molto piccoli, a prendere tutto il necessario per preparare la tavola. E' necessario anche a casa evitare improvvisazioni e fretta e annunciare per tempo l’ora di cena. Essere calmi e regolari anche prima del pasto.


Bisogna poi tollerare anche che un pasto venga saltato. Meglio un pasto in meno di un bambino che una crisi isterica!

 


Dott.ssa Giuliana Apreda

 

Psicologa Psicoterapeuta

 

 

 

Iscritto all'Ordine Nazionale dei Biologi N. 67933  Sez. A 

 

Presidente SLAM Corsi e Formazione

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